La scoperta dell’uovo di Emu nano ha permesso agli scienziati di formulare interessanti ipotesi sulla specie.
King Island, isoletta al largo della Tasmania, può considerarsi unica. E’ lì infatti, nascosto in una duna, che è stato scoperto un uovo di Emu nano.
I volatili sopravvissuti e quelli estinti
Gli Emu sono i volatili più grandi del continente oceanico. In realtà, con un’altezza che può raggiungere 1,90 centimetri, per dimensioni sono il secondo pennuto della Terra, dopo gli struzzi. E’ però esistita anche una variante nana, diffusa negli arcipelaghi intorno all’Australia. E’ scomparsa circa 200 anni fa, grossomodo in concomitanza con l’arrivo dei primi coloni.

Le caratteristiche dell’Emu nano
Le dimensioni dell’Emu nano erano del 40% più piccole rispetto a quello che sopravvive in gran numero sulla costa australiana. Però le loro uova non differivano di molto. Ed ora è possibile affermarlo con certezza, grazie al recente ritrovamento di cui si è reso protagonista Christian Robertson, uno storico di King Island. Il reperto era in realtà ridotto in frammenti, ma è stato possibile individuarli quasi tutti, portando alla ricostruzione dell’uovo.

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Pulcini di dimensioni identiche
L’analisi di questo incredibile reperto, passato al setaccio in uno studio pubblicato dalla Royal Society, ha permesso di arrivare ad interessanti conclusioni. Le uova della specie “continentale” sono risultate solo più spesse. E questo lascia supporre che i pulcini, alla schiusa, avessero pressoché le stesse dimensioni. Ma solo quelli australiani hanno raggiunto la stazza e la potenza che conosciamo e che gli consente di raggiungere, in condizioni ottimale, anche i 55 km/h.



