“La foresta ci protegge e ci nutre”: svelato il testamento spirituale di Ranavalona III, la regnante che voleva fermare il disboscamento del Madagascar
Tutelare il patrimonio forestale per garantire la prosperità del territorio. Un insegnamento di stringente attualità che, qualcuno, 135 anni fa aveva provato a lanciare. Era il messaggio della regina Ranavalona III che aveva provato a fermare, con le sue parole, il disboscamento del Madagascar.
LA LETTERA PER CHIEDERE DI FERMARE LA DEFORESTAZIONE
“La foresta ci protegge e ci nutre. La sua distruzione causa assenza di piogge e inasprisce le carestie” scriveva nel 1886 la giovane regina ai dignitari di Antananarivo. La regnante, destituita 10 anni più tardi dai francesi che trasformarono l’isola in una colonia, aveva messo per iscritto quelle che erano le sue volontà. Stop al taglio incessante degli alberi secolari delle terre alte, l’altipiano che ricopre gran parte del territorio malgascio.
IL BALUARDO DELL’ISOLA
“La foresta è il baluardo del Madagascar e ci permette di vivere. La sua distruzione – scriveva con sorprendente lungimiranza la regina Ranavalona III – porta alla diffusione di malattie e provoca carestie, perchè le piogge non saranno abbastanza abbondanti. Prendetevi cura della foresta, perchè é la base del Regno. Preservate la nostra sovranità”. Il messaggio, a distanza di 135, sembra sia caduto nel vuoto.

PERCHE’ LA DEFORESTAZIONE DEL MADAGASCAR
Il disboscamento del Madagascar continua ad essere un problema che non si riesce efficacemente a contrastare. Sono tre le ragioni che portano al taglio degli alberi:
- Il valore del legname di pregio come l’ebano ed il palissandro
- La pratica del debbio per far posto alle risaie. Prevede la distruzione degli alberi e l’incendio controllato per far posto alle risaie. Dopo due o tre cicli (15-20 anni) il terreno diventa arido
- Il taglio della pianta di Alluadia per ottenere la carbonella
LE CONSEGUENZE DEL DISBOSCAMENTO DEL MADAGASCAR
Il risultato è sotto gli occhi. Le parole di Ranavalona III sono state ignorate ed il disboscamento del Madagascar procede a ritmo forsennato. Tra il 2002 ed il 2019, secondo il Global Forest Watch sono andati persi 847mila ettari di foresta umida primaria. Il problema è tutt’altro che risolto, quindi, ed a pagarne le spese sono alcune specie animali che vivono soltanto nell’isola, come i lemuri. La principale minaccia degli Indri, i più grande primate malgascio, è legata proprio alla perdita del loro habitat.



