Per la salvaguardia delle praterie della Val di Susa l’Ente Parchi delle Alpi Cozie punta da anni su un gregge di 250 ovini
Per il recupero delle cosiddette Oasi Xerotermiche (dal greco Xeròs che significa arido, secco) l’Ente Parchi delle Alpi Cozie punta su una squadra già collaudata di “operai”. Si tratta di 250 pecore che, nella Val di Susa, già nel corso degli ultimi giorni hanno cominciato a darsi da fare nella zona dei Laghi di Avigliana.
LE OASI XEROTERMICHE DELLA VAL DI SUSA
Ci sono 100 ettari di prateria, nei comuni da Mompantero a Bussoleno e nelle aree dell’Orrido di Foresto, che hanno necessità di essere mantenuti. Si tratta delle zone, dove si sviluppano le Oasi Xerotermiche, aree di notevole importanza soprattutto sul piano floreale, con caratteristiche tali che le hanno portate a essere inserite nella Rete Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione.
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LE PECORE ANTI-INCENDIO
L’ente parco ha acquistato 150 pecore di razza Biellese e Bergamasca, adatte a questo tipo di terreni per caratteristiche fisiche di agilità. Sono state affidate attraverso bando pubblico in gestione gratuita ad un pastore che ne aveva già 100. Insieme provvedono a mantenere in ordine le praterie della Val di Susa, anche come prevenzione dal rischio d’incendi.
UNA SPERIMENTAZIONE RIUSCITA
“Arrivando al Parco mi ha fatto molto piacere constatare che un’idea progettuale che avevo lanciato nel 2012 come Parco Orsiera Rocciavrè sia poi stata sviluppata due anni dopo dal Parco Alpi Cozie che era subentrato nella gestione dell’area protetta, e che sia tutt’ora attiva e funzionante- ha commentato il Presidente del Parco Mauro Deidier – si tratta di una sperimentazione riuscita, che ha una ricaduta positiva nel contrasto al degrado, nel rischio incendio e nella conseguente necessità di rigenerazione degli habitat; dovremmo svilupparla anche in altre aree del territorio”.
I BENEFICI PER IL PARCO
Nel 2017 la Val di Susa ha subito importanti incendi. I roghi però, nelle aree utilizzate per il pascolo, avevano avuto un impatto minore rispetto alle zone circostanti, per l’assenza di biomassa secca. Il lavoro delle pecore, già in quel caso, aveva mostrato tutto il proprio valore. Motivo per continuare su quella strada.



