Il Great Green Wall è un enorme progetto per la riforestazione dell’Africa che coinvolgerebbe l’intera fascia del Sahel
Il Great Green Wall rappresenta un’opera pionieristica che potrebbe limitare le conseguenze disastrose che la desertificazione e i cambiamenti climatici stanno avendo sull’intera regione sahelo-sahariana.
COS’È IL GREAT GREEN WALL?
Questo progetto è conosciuto come Great Green Wall (Grande Muraglia Verde), una fascia nella quale verrà riportata la vegetazione che attraverserà il continente africano da Ovest ad Est. Un’area lungo il margine meridionale del deserto del Sahara dalla costa atlantica al Mar Rosso. Una enorme opera di ingegneria ambientale che potrebbe servire a ridare speranza ad una regione in cui la desertificazione e i cambiamenti climatici mettono a rischio la sopravvivenza e il futuro di milioni di persone.

L’ORIGINE DEL GREAT GREEN WALL
Il primo a pensare ad una barriera verde per contrastare la desertificazione fu Richard St. Barbe Baker, nel 1952 durante una spedizione esplorativa. Ma per parlare di della Grande Muraglia Verde si deve arrivare al 2002 quando l’idea venne riproposta al summit di N’Djamena (Ciad) in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta alla Desertificazione e alla Siccità. Successivamente il progetto venne approvato nel 2005 a Ouagadougou (Burkina Faso) dalla Conferenza dei capi di Stato e di Governo della Comunità degli stati del Sahel e del Sahara.

LE AREE TOCCATE DALLA GREAT GREEN WALL
Ad oggi la Great Green Wall for the Sahara and Sahel Initiative coinvolge decine di paesi della regione sahelo-sahariana, tra questi ricoprono un ruolo importante:
- Algeria
- Burkina Faso
- Benin
- Ciad
- Capo Verde
- Gibuti
- Egitto
- Etiopia
- Libia
- Mali
- Mauritania
- Niger
- Nigeria
- Senegal
- Somalia
- Sudan
- Gambia
- Tunisia
UNA FASCIA VERDE CHE ATTRAVERSA L’AFRICA
L’idea alla base del progetto non riguarda solo la piantumazione di una linea di alberi, ma un insieme di interventi che puntano anche allo sviluppo rurale di questa fascia che divide in due il continente africano. Le prime azioni sono partite nel 2007 ma la realizzazione dell’intero progetto durerà anni. La fascia interessata attraverserà 11 paesi, sarà lunga ben 8.000 chilometri e larga 15. Le varie specie arboree che verranno piantate sono state scelte in base alle caratteristiche dei singoli luoghi. Tra queste non mancheranno delle acacie perché sono alberi che ben resistono alla siccità e grazie alle loro radici mantengono molta umidità nel suolo.

GLI ULTIMI SVILUPPI DEL PROGETTO
Negli ultimi mesi è stato annunciato un ingente finanziamento (più di 14 miliardi di dollari) per il progetto. Questi fondi serviranno a procedere con la riqualificazione di territori degradati, creando allo stesso tempo nuova biodiversità e posti di lavoro. L’annuncio è stato fatto dal premier francese Emmanuel Macron in occasione dell’ultimo vertice One Planet per la biodiversità che è stato organizzato dalla Francia assieme alle Nazioni Unite e alla Banca Mondiale.




