I boschi di faggio, le rievocazioni storiche, l’ultimo eremo di Pier Paolo Pasolini e l’origina etrusca. Tante ragioni per visitare Soriano nel Cimino
Il castello che domina sulla collina tufacea, l’ombra offerta da una faggeta patrimonio dell’umanità, una festa con tenzoni medievali dedicata alla castagna. Da dove partire per raccontare Soriano nel Cimino?
L’ORIGINE DI SORIANO NEL CIMINO
La cittadina viterbese, arroccata su un’altura che domina una vasta campagna costellata di ulivi e noccioli, conserva buona parte dell’antica urbanistica medioevale. Ma i primi insediamenti risalgono addirittura ad un’epoca pre-etrusca, come testimoniano tombe e case ipogee diffuse in tutto il territorio, soprattutto nella frazione di Chia.

LA TORRE DI PASOLINI NELLE FRAZIONE DI CHIA
Situata a 7 km dal nucleo principale del paese, Chia ospita anche anche le rovine del castello di Colle Casale un complesso fortificato di cui restano ben conservate le mura di cinta ed un’alta torre dai merli ghibellini. La zona, utilizzata per ambientare alcune scene del film “Il Vangelo secondo Matteo” ha finito per stregare il suo regista. Qualche anno più tardi, infatti, Pier Paolo Pasolini ha deciso di acquistare il complesso avviandone il recupero. Con il contributo di Dante Ferretti ha inoltre provveduto a realizzare una dimora all’interno della quale ha cominciato la stesura del suo ultimo romanzo: Petrolio.
IL CASTELLO ED IL BORGO MEDIEVALE
La magia di Soriano non risiede solo nelle campagne che si possono ammirare tutto intorno. Il suo borgo, che come Vitorchiano, ancora conserva la classica struttura medievale, con vie strette e bastioni, merita sicuramente una visita. Culmina, nella contrada della rocca, con il castello fatto costruire da Papa Nicolò III Orsini agli inizi del XIII secolo. Dal 1848, quando Soriano è stata ceduta allo Stato Pontificio, il castello ha perso la sua originale funzione per diventare un carcere. Destinazione che ha mantenuto fino al 1989.

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LA FAGGETA PATRIMONIO DELL’ UMANITA’
Soriano nel Cimino è anche il comune che ospita la faggeta vetusta più vasta d’Europa. Si trova ad un’altitudine inferiore rispetto a quella cui solitamente si sviluppano questi boschi. I suoi alberi imponenti, alcuni vecchi di duecento anni, i sentieri che la attraversano, non possono fare a meno di ammaliare i visitatori. Dal 2017 è stata insignita dall’Unesco del titolo di “patrimonio naturale dell’umanità”.

LA SAGRA DELLA CASTAGNA
Impossibile infine non menzionare uno degli aspetti che rende Soriano nel Cimino un comune unico della Tuscia: la festa della castagna. La sagra si sviluppa ogni anno nelle prime due settimane di ottobre ed ha carattere storico rievocativo. In quell’occasione nel paese, addobbato con drappi e loggiati di legno, si sfidano i 4 rioni: Papacqua, Rocca, San Giorgio e Trinità. Ognuno apre una propria taverna, mette in campo i propri spettacoli con tamburini e suonatori di chiarine. Ed offre spettacoli con sbandieratori, spadaccini, scene da santa inquisizione, rievocazioni mistico religiose, sfide con arcieri e cavalieri. La contrada vincitrice viene poi premiata nella piazza principale del paese.



