Per la sua 64° edizione il concorso ha visto la partecipazione di 4315 fotografi da 130 paesi diversi
Torna a Roma, fino al 22 agosto, per la prima volta presso il Mattatoio, la 64° edizione del World Press Photo. La mostra ospiterà le 141 foto finaliste del prestigioso premio di fotogiornalismo, che dal 1955 premia ogni anno diversi fotografi professionisti per i loro migliori scatti, contribuendo così a costruire la storia del miglior giornalismo visivo mondiale.
LO SCATTO VINCENTE DEL WORLD PRESS PHOTO
A vincere i due premi più importanti della 64° edizione del World Press Photo, il World Press Photo of the Year e il World Press Photo Story of the Year, sono stati rispettivamente il fotografo danese Mads Nissen e l’italiano Antonio Faccilongo. Nissen ha vinto con la foto The First Embrace, che mostra l’anziana Rosa Luzia Lunardi, di 85 anni, che viene abbracciata dall’infermiera Adriana Silva da Costa Souza, in una casa di riposo, per la prima volta dopo mesi a San Paolo, in Brasile.
Progetto Habibi (“Amore mio”)
C’è tanta Italia nell’edizione 2021 del World Press Photo. Antonio Faccilongo, con il reportage Habibi (“Amore mio”) ha trionfato nella sezione “World Press Photo Story of the Year 2021”. E’ il primo italiano a riuscirvi, con una storia d’amore e di speranza ambientata sullo sfondo di uno dei più lunghi e complicati conflitti contemporanei, la guerra israelo-palestinese. Il premio viene assegnato ogni anno a un fotografo il cui lavoro dimostra il coraggio e l’impegno nel perseguimento dei diritti umani. Faccilongo ha raccontato la storia di famiglie e uomini palestinesi che scontano lunghe pene nelle prigioni israeliane, costretti a contrabbandare sperma e usare la fecondazione in vitro per avere figli.
I TEMI DELLE FOTO DEL WORLD PRESS PHOTO
Le foto in mostra raccontano le notizie più rilevanti dell’anno precedente, già rappresentate nella 63° edizione del premio fotogiornalistico: il coronavirus, ma anche le proteste per l’uccisione di George Floyd, la guerra del Nagorno-Karabakh, gli incendi nel Pantanal, l’invasione di locuste in Kenya, la rimozione delle statue di personaggi controversi. Non mancano immagini di denuncia e testimonianze di storie che caratterizzano la contemporaneità nelle sue molteplici sfaccettature. Il carattere internazionale del World Press Photo e le migliaia di persone che ogni anno nel mondo visitano la mostra, sono la dimostrazione della capacità che le immagini hanno di trascendere differenze culturali e linguistiche, per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione.
I FOTOGRAFI ITALIANI
Antonio Faccilongo, Gabriele Galimberti e Lorenzo Tugnoli sono i tre fotografi italiani tra i vincitori. Oltre che col progetto Habibi, un reportage sul contrabbando di sperma nelle carceri israeliane da parte di famiglie palestinesi che vogliono preservare i loro diritti riproduttivi, Faccilongo ha vinto anche nella categoria dei progetti a lungo termine. Galimberti ha vinto nella categoria Ritratti, Storie, con un lavoro per National Geographic sui proprietari di armi negli Stati Uniti. Tugnoli dell’agenzia Contrasto ha vinto nella categoria Spot News, Storie, per le sue foto dell’esplosione nel porto di Beirut, in Libano, nell’agosto 2020.
Informazioni utili
La mostra del World Press Photo è esposta al Mattatoio di Testaccio fino al 22 agosto. E’ consigliata la prenotazione online, per non rischiare di non trovare posto.



