Ciclisti Brompton

Un fine settimana all’insegna delle due ruote e della convialità. Il racconto di un ciclista, sullo sfondo dell’Orbetello Bike Festival. “Avremmo voluto tutti che quel vaggio non finisse mai”.

L’ATTESA – Il 1° maggio alle ore 09.00 io e un’altra “bromptoniana” provetta, Eloisa, siamo stati i primi ad arrivare alla stazione Termini alla ricerca del nascosto binario 27, luogo di raduno di gran parte dei ciclisti in partenza da Roma.  L’emozione era palpabile. Davanti agli occhi meravigliati dei presenti, si è rapidamente formata una comitiva di persone dagli abiti sgargianti. Erano i nostri nuovi amici e compagni di viaggio. Da “zio Bici”, l’organizzatore del tour, venuto con la moglie e la sorridente figlioletta, a tutti gli altri. Il gruppo era pronto.Una nuova avventura all’insegna delle due ruote ci stava aspettando.

IL VIAGGIO IN TRENO – Non eravamo gli unici ciclisti. Essendo il ponte della festa dei lavoratori, il treno era molto affollato anche da altri amanti delle due ruote, intenzionati a partecipare all’Orbetello Bike Festival.  Il vagone dedicato alle biciclette era stracolmo, ma una volta saliti, al fischio del simpatico capotreno toscano, abbiamo cominciato l’avventura verso la nostra mèta. L’overdose di simpatia e comunicatività, che regnava dentro di noi cicloattivisti e amici delle due ruote, ha permesso di superare ogni preclusione. Qualsiasi pregiudizio, anche dei più riservati e diffidenti viaggiatori, è venuto rapidamente meno. L’empatia suscitata è stata tale, che qualcuno si è offerto anche di ospitare le nostre bici sotto i propri sedili.

IL GIARDINO DEI TAROCCHI – Arrivati alla stazione di Capalbio, consumato il pranzo, ci siamo immediatamente messi in sella alla volta dello stupendo “Giardino dei Tarocchi”, un luogo surreale creato dalla geniale artista franco-statunitense Nike de Saint Phalle. Entrando in una dimensione coloratissima e fantastica, il parco ti conduce in sogno allegorico, disegnato, progettato con mosaici e forme irregolari, a delineare una specie di mondo fantastico e fatato. In quel contesto, come per incanto, magicamente ci siamo sentiti più liberi. Dimenticando ruoli, compiti e funzioni, siamo stati felici e spensierati, insomma “noi stessi” . Dall’adulto al più giovane a farci foto, lontani dalle opprimenti metropoli e da quelle demoniache logiche, carenti di sentimenti autentici .

L’APPETITO VIEN PEDALANDO – Dopo una buona pausa, abbiamo ripreso il viaggio diretti al tombolo della Giannella e lì ad attenderci nell’antico e suggestivo casale del WWF, la gentilissima Alessandra che ci ha assegnato gli alloggi e ci ha servito la cena composta da prodotti tipici, biologici e locali.  Il mattino seguente in un serpentone di 26 pedalatori, ci siamo uniti agli altri ciclisti in direzione delle rovine dell’antica città di Cosa, per un’interessante visita guidata storico archeologica presso il museo locale e per poi visitare le sovrastanti rovine con vista panoramica sul mare. Pranzato al circolo bocciofilo di Orbetello, dopo esser rientrati al casale, siamo stati accompagnati alla Cooperativa dei Pescatori di Orbetello. Lì abbiamo consumato una splendida cena a base del pescato della mattina.

LE PERFORMANCE – Infine, dopo cena, abbiamo visitato gli stand del bike festival dove si sono esibiti anche dei bikers con numeri circensi molto performanti, come Paolo che ha eseguito un enorme salto con la sua bmx oltrepassando dei bimbi sdraiatisi a terra per l’esibizione al cardiopalma. Il mattino seguente, dopo aver rifatto le valige ci siamo diretti per una pedalata al tombolo della Feniglia, con relativa sosta al mare, per poi riprendere dopo pranzo la via del ritorno. Ma tutti noi avremmo voluto che, quel viaggio, non finisse mai.

Mario Girolami