Le nuove misure per il contrasto e il contenimento dell’emergenza da Covid 19: le novità introdotte con il DPCM di gennaio
Le disposizioni si applicano in sostituzione di quelle contenute nel DPCM del 3 dicembre 2020. Per le scuole il provvedimento entra in vigore dal 18 gennaio e sono efficaci fino al 5 marzo.
LE ATTIVITA’ DIDATTICHE
Mentre l’attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione continua a svolgersi integralmente in presenza, le istituzioni scolastiche di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica. A decorrere dal 18 gennaio 2021, almeno al 50% e fino a un massimo del 75% degli studenti delle predette istituzioni sarà garantita l’attività didattica in presenza. La restante parte dell’attività didattica sarà svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.
LE MODALITA’
Resta obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. I corsi di formazione possono svolgersi solo con modalità a distanza. Sono consentiti in presenza, tra gli altri, i corsi di formazione da effettuarsi in materia di salute e sicurezza, nonché l’attività formativa in presenza, ove necessaria, nell’ambito di tirocini, stage e attività di laboratorio, a condizione che siano rispettate le misure di cui al «Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione» pubblicato dall’INAIL. Le riunioni degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado continuano a essere svolte solo con modalità a distanza. Continuano ad essere sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
I CONCORSI
Il Dpcm prevede la sospensione delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica. A decorrere dal 15 febbraio 2021 sono consentite le prove selettive dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni nei casi in cui è prevista la partecipazione di un numero di candidati non superiore a trenta per ogni sessione o sede di prova, previa adozione di protocolli adottati dal Dipartimento della Funzione Pubblica e validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’articolo 2 dell’ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della protezione civile. Resta ferma la possibilità per le commissioni di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto.
LE PROTESTE
La scuola ancora a distanza provoca proteste, occupazioni e scioperi nel paese. Sit-in in diciannove città sono in corso da parte del Comitato Priorità alla scuola, che chiede lo screening sanitario completo della comunità scolastica (docenti, Ata, studenti) e l’inserimento del personale scolastico nelle categorie ad alto rischio nella fase 1 dell’agenda vaccinale. Tra mobilitazioni in piazza, lezioni alternative all’aperto e sciopero della Dad, la didattica a distanza attivata per le classi in concomitanza con la seconda ondata di coronavirus, studenti e docenti continuano ad alzare le voce contro istituzioni locali e governative. Non piacciono i doppi orari di ingresso fissati dalla Prefettura, né agli alunni né ai docenti, perché “nonostante siano finalizzati all’alleggerimento del trasporto pubblico locale, condannerebbero gli studenti e le studentesse a una necessaria rivoluzione della quotidianità” scrivono gli studenti del liceo Virgilio di Roma in una lettera poi sottoscritta dalla quasi totalità dei licei romani. Sei pagine dirette alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina dove si citano anche i trasporti. Fronte sul quale, è l’accusa, “non si è riscontrato alcun tipo di passo avanti”.



