Habanero Red Savina, Naga Morich, Scorpione di Trinidad e Carolina Reaper. Questi sono i nomi dei peperoncini più famosi al mondo, prime donne ormai da anni in fiere nazionali ed esposizioni locali, e dominatori del Web.
GLI UMILI NATALI – Ma se si usa la “Lente” e si gira per terrazzi, balconi e orti-giardini di Roma da sempre i peperoncini più coltivati sono quelli Calabresi . Arrivati a Roma, dagli orti di casa nelle valigie degli emigranti, avvolti in piccoli fazzoletti bianchi, i semi di peperoncino erano il legame ultimo con la loro terra di origine. Inizialmente furono coltivati tra gli spazi liberi delle baraccopoli e nei posti di lavori. Oggi li troviamo riprodotti da quei semi iniziali sui davanzali, negli orti urbani, e in vasi di terrazzi e balconi di tutta Roma.
I PEPERONCINI CALABRESI – Loro sono il Soverato a Mazzetti, il Dente di Cane, il Giallo Calabrese, il Pizziutiello, il Tondo Calabrese, i quali rispetto agli osannati peperoncini carnosi e fruttati Sudamericani ( Habanero e Jamaican Hot ) e a quelli di Laboratorio nati per abbattere record di piccantezza ( Carolina Reaper, Naga Morich) , sono in posizioni basse e nascoste nella ormai conosciutissima “Scala di scoville”, che misura il grado di piccantezza del peperoncino.
L’APPREZZAMENTO A TAVOLA – La Scala, molto scientifica e quindi asettica, non prende però in considerazione il profumo, e la giusta piccantezza per gli abbinamenti con i piatti tipici della cucina Italiana e neanche il colore rosso con la forma a cornetto per le credenze popolari italiane, tutte variabili queste che fanno salire il Peperoncino Calabrese al primo posto tra le piante della memoria. Io negli anni ne ho coltivati molti di questi peperoncini provenienti da tutto il mondo ma devo dire che, i peperoncini italiani e in particolare quelli Calabresi per la facilità di coltivazione e riproduzione rimangono sempre quelli più amati e coltivati tra i “contadini urbani romani”.
LE ORIGINI DEI PEPERONCINI – Vi è un eccezione però tra gli orti e i balconi romani. Si tratta di un peperoncino venezuelano il Goat’s Weed ( erba delle capre) meglio conosciuto come “Il Messicano” molto simile ai nostrani molto piccante e produttivo , resistente con la sua peluria sul fusto anche all’inverno romano. I suoi frutti da verdi passano a una colorazione nera e poi diventano rossi a cornetto. Molti non credono all’ origine sudamericana di questo peperoncino, che cresce così bene anche da noi. Eppure, anche se qualcuno faticherà a crederlo, tutti i peperoncini nostrani, sono stati introdotti in Europa da… Cristoforo Colombo.



