Un negozio climatico dove il costo dei prodotti non è stabilito dal mercato ma dalle emissioni di anidride carbonica. Più è stato il CO2 necessario per produrre un alimento, maggiore è il prezzo.
Il gruppo Felix, il brand alimentare più importante in Svezia, ha lanciato un esperimento. Ad ottobre ha aperto quello che si può considerare il primo negozio climatico al mondo in cui, il prezzo dei prodotti, non è stato calcolato in base al valore di mercato bensì in funzione del costo ambientale. Più sono state le emissioni di Co2 necessarie per realizzare l’alimento, maggiore è il suo prezzo.
DIMEZZARE IL GAS SERRA A PARTIRE DALLA TAVOLA
“Per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi, dobbiamo dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030. Se cambiamo ciò che mangiamo, potremmo dimezzare il nostro impatto sul clima” ha spiegato Felix che, in settant’anni di attività, è diventata un’azienda leader nel settore alimentare. Dalla Svezia quindi, dopo la decisione di Ikea di superare la strada dell’usa e getta, in favore di un approccio più sostenibile, arriva un’altra interessante novità.

NEL NEGOZIO CLIMATICO UNA SPESA INTELLIGENTE
La sperimentazione di Felix nasce per rendere più facile la scelta dei propri consumatori. Un modo per invogliare i clienti a fare acquisti rispettosi del pianeta, in maniera semplice, immediata. Anche grazie al sito di Felix che consente di scoprire quale sia “l’impronta climatica” di ogni prodotto che si può trovare sugli scaffali. Il negozio climatico consente così di fare una spesa intelligente.
GLI OBIETTIVI DI PARIGI 2030 E LA SPESA
Per evitare di superare il riscaldamento globale di 1,5 gradi, come previsto dall’accordo di Parigi delle Nazioni Unite, è necessario dimezzare le emissioni di gas serra. Significa che i clienti hanno a disposizione, settimanalmente, 19 kg di CO2e. La sfida per i consumatori è quella di restare in quel parametro e per scoprirlo possono, direttamente sul sito di Felix, verificare l’ impatto sul clima (calcolata in equivalenti di anidride carbonica) dei singoli alimenti. Un progetto che s’inserisce in una strategia più ampia dell’azienda svedese, impegnata anche nella promozione della produzione locale e nella lotta allo spreco alimentare.



