Le foglie morte cadono a mucchi/ come i ricordi e i rimpianti/ e il vento del nord le porta via/ nella fredda notte dell’oblio. Jacques Prevert.
L’IDEA – E’ il fluire del tempo, una foglia al giorno, verde, gialla, arancio, rossa, marrone.
Una foglia al giorno da fotografare con l’iphone, una foglia, due foglie tre foglie fino ad averne trecentosessantacinque, quasi un gioco, un allenamento, cercare il soggetto, sempre lo stesso ma sempre diverso. Prendere l’iphone e scattare, sembrava facile invece non lo era affatto.
LA COSTRUZIONE DELLO SCATTO – Facile scivolare nel banale, facile ripetersi, difficile riuscire a non spostare quella foglia a non essere tentato di sistemarla in un altro luogo ben illuminato. Foglie decontestualizzate trovate sul travertino del lungotevere, o “rapite” e contestualizzate in altro spazio, poggiandole su un quaderno rivestito di stoffa e dire “scusa metti la mano accanto alla foglia?”
LE FOGLIE IN POSA – Ogni mattina, ogni giorno alla ricerca di una foglia nuova, a volte erano loro a venirmi incontro. si facevano trovare incastrate nei sanpietrini di Trastevere o nella ringhiera del laghetto di Villa Borghese quasi in posa. Le osservavo studiando la luce, scattavo cercando di non alterare troppo la scena, altre volte erano loro che mi osservavano, nel cuore di un bosco o in un vecchio giardino abbandonato, in mezzo alla neve.
LE FOGLIE ED INSTAGRAM – Ne è venuto fuori un lavoro, che ho pensato di pubblicare sulla rubrica ScattiDistratti. Non sono vere fotografie, sono iphonegrafie, ovvero immagini registrate postprodotte con i filtri di Instagram.



